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Comunicazione del Presidente

Cari soci,

sono svariate le problematiche che le nostre imprese stanno affrontando in questo periodo di emergenza per portare avanti il loro lavoro. L’Associazione si sta interfacciando su diversi tavoli per proseguire alcune attività istituzionali che non possono essere interrotte e, soprattutto, per rispondere ai numerosi quesiti che pervengono dalle imprese associate.

Uno dei temi su cui la Associazione viene interpellata con maggior frequenza riguarda la gestione dei rifiuti costituiti da mascherine, guanti, altri DPI utilizzati dalle imprese in attuazione delle misure anticontagio Covid-19 previste dal Governo. Questo tema è destinato ad amplificarsi con la prossima riapertura delle attività produttive prevista per il 4 maggio, motivo per cui si è ritenuto opportuno diramare  la presente Circolare informativa.

Come noto, alcune Regioni, tra cui la Lombardia e l’Emilia Romagna, seguite dal Veneto, hanno adottato – come indicato anche dal Ministero dell’Ambiente – ordinanze contingibili e urgenti relative alla gestione dei rifiuti urbani prodotti dalla cittadinanza ed alla gestione dei DPI da parte delle aziende diverse dalle strutture sanitarie. Nelle Regioni che non hanno adottato ordinanze in deroga, i rifiuti costituiti da DPI devono essere gestiti sulla base delle norme ordinarie.

In particolare, Lombardia ed Emilia Romagna, con ordinanze, rispettivamente, 1 aprile 2020 n. 520 e 3 aprile 2020 n. 57, hanno disposto – in deroga alla normativa nazionale – che i rifiuti costituiti da DPI utilizzati all’interno delle imprese non sanitarie per la tutela dei lavoratori da COVID-19 siano assimilati ai rifiuti urbani e conferiti al Gestore del servizio nella frazione di rifiuti indifferenziati, nel rispetto delle indicazioni fornite dall’Istituto Superiore della Sanità con nota del 13/3/2020 prot. AOO-ISS 0008293 (in Allegato il Poster realizzato dall’Istituto). La Regione Veneto ha successivamente impartito la medesima indicazione con ordinanza 15 aprile 2020 n. 41.

Assorecuperi ha chiesto a Regione Lombardia alcune delucidazioni in merito alla gestione dei DPI delle imprese non sanitarie, ottenendo dalla Direzione competente (Ambiente e Clima) i seguenti chiarimenti:

–        le nuove modalità sono state previste per le imprese che hanno introdotto l’utilizzo dei DPI (mascherine, guanti, altri DPI) quale misura anticontagio da Covid-19, al fine di evitare che un rifiuto potenzialmente infetto possa essere inserito in una filiera di recupero (carta o tessuto) che non usi adeguate accortezza per impedire il contatto dei rifiuti con i lavoratori incaricati della loro raccolta e movimentazione;

–        le imprese che già in precedenza utilizzavano tali DPI per la protezione dei lavoratori da rischi specifici che ne imponevano l’utilizzo continuano a gestire i relativi rifiuti con le medesime modalità adottate prima dell’emergenza sanitaria;

–        le imprese che non hanno in essere una convenzione con il gestore del servizio pubblico per la raccolta del rifiuto indifferenziato e si avvalgono di operatori privati possono continuare a conferire i rifiuti a tali operatori;

–        le imprese che vogliano cautelativamente gestire i rifiuti costituiti da DPI come rifiuti sanitari a rischio infettivo, in quanto potenzialmente contaminati, possono farlo.

Nelle Regioni in cui non sono state emanate ordinanze specifiche, pur non mancando argomentazioni per sostenere che i DPI possano essere comunque gestiti nei rifiuti indifferenziati (cfr. anche documento SNPA 23 marzo 2020), l’Associazione suggerisce alle imprese associate di adottare l’interpretazione più cautelativa in base alla quale tali rifiuti debbano essere gestiti come rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo (EER 180103*) secondo il d.P.R. 254/2003, ancorché provenienti da imprese non sanitarie e utilizzati da soggetti non riconosciuti come infetti. Ciò anche in ragione di recenti notizie diffuse dalla stampa sull’avvio di indagini giudiziarie in relazione alla gestione dei rifiuti prodotti dalle imprese nel periodo di emergenza sanitaria.

A tale proposito, Assorecuperi porta all’attenzione degli associati la circostanza che la Regione Piemonte non ha emanato una ordinanza, ma si è limitata ad una nota assessoriale interpretativa (nota del 24 Marzo 2020 dal titolo “Regole temporanee del conferimento dei rifiuti per le attività produttive”), che, a rigore, a differenza delle ordinanze regionali, non ha effetto derogatorio rispetto alla normativa nazionale. 

L’Associazione sta proseguendo nelle interlocuzioni con i soggetti istituzionali al fine di chiarire i dubbi interpretativi di cui sopra. Le imprese associate sono invitate a segnalare all’Associazione eventuali problematiche e istanze sulla questione.

Il Presidente

Tiziano Brembilla

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