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Comunicazione del Presidente: in Lombardia difficile smaltire il residuale

Carissimi,

le vacanze sono terminate, i problemi sono rimasti, anzi, forse si sono ulteriormente accentuati.

Di cosa voglio parlare:

della difficoltà di smaltire il residuale: cioè la parte di rifiuto che dopo essere stato selezionato, quindi dopo aver recuperato il più possibile, come carta, legno, plastiche, metalli, non è più utilizzabile, e deve essere smaltito in impianti di incenerimento o in discarica.

Di impianti in Lombardia ce ne sono parecchi, tra inceneritori e discariche, ma tutti sono già stracolmi di rifiuti, che in gran parte vengono conferiti dalle municipalizzate, oppure arrivano da fuori Regione.

Nei primi giorni di agosto, ho incontrato un gruppo di imprenditori del settore della raccolta e selezione di rifiuti, i quali hanno manifestato la loro preoccupazione in quanto non  riescono a conferire il residuo in impianti di smaltimento finale,  in Lombardia;  mi hanno chiesto   se avessi delle soluzioni all’estero,  risposi che qualche possibilità c’è, ma i costi soprattutto del trasporto non sono  certo  economici.

Mi hanno chiesto, come Presidente di Assorecuperi, di farmi carico del  problema portandolo sul tavolo anche della  Regione, in quanto non è possibile che in Lombardia arrivino i rifiuti da altre Regioni in quantità tali  da saturare la disponibilità di smaltimento dei rifiuti,  creando seri problemi agli operatori locali, che trattano rifiuti prodotti in Lombardia e non sanno dove smaltire.

Già nel mese di giugno alcuni nostri associati mi avevano sollevato lo stesso problema, però dopo una verifica riscontrai che il problema poteva essere solo momentaneo, infatti  alcuni impianti erano in manutenzione, quindi non avevano la possibilità di ritirare i soliti quantitativi, ora devo rilevare che il problema si è riproposto ed anzi  ulteriormente aggravato ed è dunque strutturale.

L’assessore all’ambiente della Regione Lombardia Claudia Terzi,  sollecitata da imprenditori e Consorzi di raccolta rifiuti, ha scritto al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, lamentando che con l’introduzione dell’art 35 del decreto Sblocca Italia, si è in effetti  data la possibilità ai gestori degli impianti lombardi di ritirare rifiuti provenienti da fuori Regione senza limiti, magari incassando qualche euro in più del prezzo che applicano il Lombardia, così facendo, è stato  penalizzato lo smaltimento dei  rifiuti prodotti in Regione, creando problemi agli operatori locali,  con buona pace del principio di prossimità e della tutela ambientale, consentendo a volte speculazioni che nulla hanno a che vedere con la solidarietà alle Regioni in difficoltà e con la efficace gestione dei rifiuti secondo la pianificazione regionale.

Ritengo che debbano essere apportati dei correttivi ai meccanismi di cui sopra che tengano in debita considerazione i fabbisogni regionali, anche in considerazione del fatto che la maggior parte degli inceneritori in Lombardia sono di proprietà o gestiti da imprese pubbliche, che necessariamente devono soddisfare le esigenze del territorio.

Da parte mia, e di tutti i nostri associati, non ci sono preclusioni al fatto che gli inceneritori lombardi ritirino i rifiuti da fuori Regione, ma ritengo sia imprescindibile che i gestori di questi inceneritori e discariche, diano priorità allo smaltimento dei  rifiuti prodotti localmente, quantomeno in una percentuale congrua per non mettere in crisi il sistema. Ritengo che la pianificazione debba tenere conto dei principi ambientali e delle esigenze di servizio e non può avvenire esclusivamente in base ai ricavi che possono ottenere dai conferimenti.

Faccio presente che il nostro lavoro di imprese private della raccolta e del recupero, non è di serie B o C, non dobbiamo sentirci operatori di seconda classe, noi facciamo un servizio eccellente alle collettività e alle aziende, a nostro rischio e con i nostri capitali, spesso con grandi sacrifici.

Alziamo la testa, facciamoci sentire, pretendiamo di ricevere i servizi che ci sono dovuti e che paghiamo e abbiamo già pagato.

Con questo spirito vorrei convocare presso la sede di Assorecuperi un convegno, invitando tutti gli operatori del settore, più siamo più contiamo, invitando i vari soggetti dell’Amministrazione Pubblica, ai quali manifesteremo questo grande problema, le difficoltà che stiamo subendo, faremo le nostre richieste e attenderemo da loro delle risposte concrete.

La data del convegno la stabilirò a breve, per organizzare al meglio l’evento ci vuole un po’ di tempo,   Vi terrò aggiornati, non dovete pensare che l’Associazione da sola possa risolvere il problema, l’Associazione si fa carico del problema, ma chi da la forza maggiore sono gli associati, più siamo più contiamo.

Vi allego l’articolo apparso su L’eco di Bergamo  il 30 agosto 2017, a firma dell’assessore Claudia Terzi, Vi invito a leggerlo, ci sono dei numeri che sono molto interessanti.

 

Se avete dei suggerimenti fatevi avanti, io credo e dobbiamo crederci tutti che  insieme otterremo i nostri diritti.

 

Il Presidente

Tiziano Brembilla

 

 

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