Gestione dei rifiuti COVID domestici

Forse ci siamo! Un passo alla volta, l’intera Italia, tra un decreto e l’altro, con tante incertezze e piccole e grandi paure, si accinge a riavviare i propri motori per cominciare quello che sarà il lungo cammino verso la normalità.

Compagni, più o meno benvoluti, di ogni cittadino saranno gli ormai famosissimi e vari DPI, che ci accompagneranno per diverso tempo in tutte le nostre attività.

Uno dei grandi dubbi che, prima o poi, sorge a tutti (il primo in assoluto è quello riguardo a dove poterli reperire, ma questa è un’altra storia) è quello legato alla raccolta differenziata ed allo smaltimento di mascherine, guanti e tutti gli altri dispositivi di protezione e rifiuti che riguardino “l’universo COVID”.

Secondo le indicazioni dell’Istituto Superiore della Sanità, i rifiuti Covid-19 urbani/domestici possono essere divisi in:

  • Rifiuti prodotti in luoghi dove soggiornano soggetti positivi al tampone e che si trovano in isolamento o in quarantena obbligatoria.
  • Rifiuti generati da soggetti che non rientrino nella categoria precedente e che quindi, almeno ufficialmente, non risultano positivi al Covid-19.

I rifiuti appartenenti al primo gruppo, in linea teorica, vengono messi sullo stesso piano dei rifiuti prodotti da una struttura ospedaliera e quindi trattati nel modo regolamentato dal DPR n. 254 del 15 luglio 2003, art. 2 comma 1; il secondo gruppo invece, anche se con diversi accorgimenti che accenneremo nelle prossime righe, viene considerato un normale rifiuto domestico.

Stando al DPR sopra citato, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti provenienti da luoghi in cui soggiornano soggetti che si trovano in isolamento, o in quarantena obbligatoria, dovrebbe seguire il processo e le modalità dei rifiuti sanitari ed a rischio infettivo: andrebbero gettati in imballaggi idonei, con un colore che li renda riconoscibili rispetto a quelli dei classici rifiuti urbani, riportanti la scritta “Rifiuti sanitari sterilizzati” e la data di sterilizzazione.

Poiché tale procedura risulta di difficile attuazione in un contesto domestico comune, l’ISS ha fornito alcune linee guida da seguire sulla raccolta dei rifiuti Covid.

In primis, il rifiuto andrebbe smaltito quotidianamente nei rifiuti indifferenziati secondo le modalità del comune in cui ci si trova; i sacchi contenenti rifiuti Covid sarebbero da chiudere adeguatamente, senza schiacciarli o comprimerli con le mani, utilizzando guanti monouso.

Si raccomanda l’utilizzo di due sacchetti, uno dentro l’altro, e l’allontanamento degli animali da compagnia da tali sacchi (ricordiamo che gli animali domestici non sono attualmente riconosciuti come vettore del virus ma potrebbero rompere i sacchi e causare la fuoriuscita degli oggetti in essi contenuti).

Per quanto riguarda invece la differenziazione di questo genere di rifiuto, come accennato in precedenza, va ricordato che questo non è differenziabile, sia per il rischio infettivo ad esso legato che per il fatto che gli stessi dispositivi di protezione spesso sono prodotti con materiali di generi diversi tra loro, con una conseguente impossibilità di separazione e differenziazione.

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