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20 Novembre 2017

La Rassegna Stampa di Novembre

L’industria del riciclo inciampa sull’ultimo miglio

6 Novembre 2017

 [ IL TEMA] DIFFICILE REIMMETTERE SUL MERCATO I PRODOTTI RICAVATI DAL RECUPERO E SMALTIRE QUANTO RIMANE. INCENERITORI LOMBARDI MESSI IN DIFFICOLTÀ DALLA MOLE DI ATTIVITÀ Milano L’ industria del riciclo italiana va a pieni giri, salvo scontrarsi con le strozzature “dell’ultimo miglio”. Da una parte c’è la scarsa domanda di prodotti realizzati con materiali riciclati, dall’altra ci sono le difficoltà da parte delle imprese del settore del riciclo di smaltire i rifiuti residui. Quest’ultimo problema è particolarmente sentito in Lombardia, dove i 13 incenerito devono, per legge, smaltire anche i rifiuti extraregionali, arrivando così velocemente alla loro saturazione. «Le aziende lombarde che ritirano e trattano i rifiuti non sanno più dove smaltire il residuale, gli inceneritori e le discariche regionali sono saturi e i prezzi per i conferimenti stanno lievitando — afferma il presidente di Assorecuperi, Tiziano Brembilla — Questo nonostante in Lombardia ci siano ben 13 inceneritori di rifiuti con una notevole capacità di ricezione che potrebbe soddisfare tutto il fabbisogno regionale e permettere lo smaltimento anche di notevoli quantità di rifiuti extraregionali». Secondo il presidente dell’associazione delle aziende operanti nel settore del recupero rifiuti, le cause di questa situazione vanno cercate nell’entrata in vigore del Decreto Sblocca Italia, ed in particolare dell’art. 35, con il quale il governo ha permesso da un lato di aumentare i quantitativi di rifiuti trattati dagli inceneritori, dall’altro ha imposto agli stessi di dare priorità ai rifiuti urbani extraregionali rispetto agli speciali locali. «Qualsiasi attività di trattamento dei rifiuti produce più o meno scarti, che necessitano di una collocazione, rappresentata generalmente dal recupero energetico, ove tecnicamente possibile, o dalla discarica — gli fa eco Andrea Fluttero, presidente di Fise Unire — Purtroppo sta diventando sempre più difficile la gestione degli scarti da processi di riciclo dei rifiuti provenienti da attività produttive e da alcuni flussi della raccolta differenziata degli urbani, in particolare quelli degli imballaggi in plastica post-consumo». A queste problematiche si aggiunge lo scarso appeal dei prodotti realizzati con materiali riciclati.

Ma su questo fronte la soluzione è a portata di mano: il governo può intervenire con misure che li rendano più attraenti da un punto di vista economico o stimolare la domanda tramite gli acquisti delle pubbliche amministrazioni. (m.fr.) Nella foto qui sopra Andrea Fluttero presidente di Fise Unire </p>

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L’Eco di Bergamo 15 novembre

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